light and the inevitable urge to lean over the edge, 2026
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light and the inevitable urge to lean over the edge, 2026

221 x 136 each Giclée Print on cotton paper, Dibond, frame

L’opera, trittico, si fonda su una tensione precisa: ogni immagine mantiene la propria autonomia ma, nell’avvicinarsi alle altre, costruisce una visione più ampia, un insieme unitario. Uno e trino. Qui una luce tersa si insinua all’interno della pesante struttura abbandonata che ospita il nostro punto di vista, interrompendone il buio. Ad illuminarsi è la via verso l’orizzonte naturale presso cui l’acqua incontra il cielo, luogo del dissolversi della nostra personale caverna platonica, zona di comfort, quest’ultima, evocata dall’ombra e dal suo rumore composto da detriti dimenticati e dai segni della vernice spray. Mentre la luce ci invita a sé, verso un ignoto fisico a cui l’occhio ancora non sa dare volto, resta a noi la decisione: rimanere nel porto sicuro dell’ombra, della propria interiorità, o attraversarlo per rendersi indistinti con quanto di sconosciuto, davanti a noi, sembra attenderci.

Destinato alla demolizione dopo quarant’anni, questo edificio sull’isola di Tenerife che appartiene a uno dei grandi abusi edilizi sorti sopra un’area archeologica guanche, legata alla popolazione originaria dell’arcipelago, trova qui una forma di permanenza. Nell’opera, ciò che appare come conflitto si ricompone in un equilibrio e il contrasto diventa armonia.